Voglio un cane

Voglio un cane

Avrei voluto anche un cane, lo sognavo, lo chiedevo, lo invidiavo a chi lo possedeva, me ne immanoravo quando ne incrociavo uno, fantasticavo sulle avventure che avremmo avuto insieme. Ecco, infatti, sempre insieme, mai più sola, mai più triste, accoccolata a lui e da lui protetta e consolata. Come avrei voluto da loro, la madre e il padre, anime intrappolate nel loro dolore e nella ripetizione dello stesso…Ogni giorno il tempo tiranno riproponeva la stessa dolorosa esistenza per ognuno di noi.

Amiamo e odiamo i nostri genitori. Li ammiriamo tenacemente e altrettanto tenacemente ci deluderanno. Finiremo per introiettare molto di più di quello che pensavamo e molto di meno di quello che desideravamo. Una giostra di ascese e cadute, dal basso all’alto e viceversa. Da noi a loro e da loro a noi.

“Voglio un cane, per favore, mamma”
“Non dire sciocchezze, ti pare che posso anche occuparmi di un cane, mi bastate voi. Mi ci manca un cane per finire al manicomio”.
Non era difficile neppure per una bambina capire quanto dolore abitasse la madre e quanta fatica facesse ad essre donna, moglie, madre allo stesso tempo.

Di tutto questo cosa ci dice la psicoanalisi. Tante cose e tra le tante che la realzione con la madre e con il padre contribuisce alla formazione dell’Ideale dell’Io, cioè quell’ideale a cui tendiamo sapendo fare i conti con i nostri limiti e quindi anche con il loro limite. Quando le cose si mettono male, l’Ideale dell’Io, umano e umanizzante, si trasforma nel mostruoso Io Ideale, un oggetto assoluto che perseguita e come le Erinni chiede vendetta.

Volevo un cane perchè i cani non idealizzano e non sono delusi, non amano per poi odiare. Con loro non si sale e si scende sulle montagne russe dell’ambivalenza, tra la l’amore sperticato e l’odio. Con loro il paesaggio è collinare: morbidi declivi, sicuri rifugi, partenze e ritorni a noti porti.
Volevo un cane molti anni prima di conoscere la psicoanalisi e la possibilità che il tempo smettesse di essermi tiranno e diventasse tessitore.

La Psicoanalisi è un lungo e tortuoso percorso che ti accompagna e sostiene nel viaggio dalla morte psichica alla vitalità emotiva. Un sorta di rinascita del Sè e di riappropriazione della tua storia, della specificità di te come persona, del tuo presente. Un’assicurazione piuttosto “costosa” per il tuo futurro e quello delle generazioni che seguiranno.

Volevo un cane ma scoprii che non mi sarebbe stato sufficiente l’amore di questi angeli terrestri per imparare ad amare davvero e perdonare e perdonarmi.

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