14 Mag Maternità
Ricordo sopratutto mia madre stanca, nervosa, affaccendata nello portare a termine ogni giorno le incombenze domestiche. Ricordo il suo sguardo torvo e scontroso, come se quello che si era ritrovata a vivere fosse una maledizione. Raramente sorrideva, non era solita scherzare e neppure canticchiare. Correva tutto il giorno, inseguendo un dovere dietro l’altro, a denti stretti e con il cuore pesante. Non pareva che la sua vita le desse tante soddisfazioni, così come non sembrava godersi il suo essere moglie ed essere diventata madre. Sopratutto se ne lamentava.
Sentivo che la mia vitalità, spesso agitata e irrequieta, la disturbava e che mi avrebbe voluto più calma o meglio più spenta. Le facevo fare troppa fatica, la facevo arrabbiare, le stavo troppo tra i piedi. Inciampava nel mio correre e sognare a occhi aperti, nel mio pretendere di giocare, nella mia ostinata ribellione.
Dovetti imparare a difendermi da lei per salvare la mia mente in formazione e lei dovette dolorosamente accettare che non mi avrebbe cambiata. Lei si disperò perchè non mi piegavo, io divenni un cinico combattente per non soccombere alle sue richieste di spegnimento del Sè. Entrambe perdemmo qualcosa di prezioso: il piacere dell’essere bambini e quello di essere madri.
Lo psicoanalista Sarantis Thanopulos scrive un bel lavoro dal titolo “La passione erotica della donna e la passione erotica della madre” (Riv Psivoanalisi, 2025, LXXI, 1). Nel testo si accenna alla potente natura passionale della donna, in quanto amante e generatrice. Si sottolinea anche quanto tale potenza non sempre veicoli amore o vita. Dipende da quanta vita e quanto amore una donna ha ricevuto quando era solo una bambina. Quello che ha recevuto sarà ciò che potrà trasmettere, malgrado l’amore che pensava di poter provare.
A questo proposito, le ricerche scientifiche nell’ambito dell’Infant Research hanno evidenziato che il benessere emotivo del neonato e del bambino, così come il suo fisiologico sviluppo neuro-motorio dipendono dall’ambiente in cui cresce.
Una mamma privata nella sua infanzia della passione per la vita, dell’amore passionale della propria madre, non saprà essere quel caregiver “sufficientemente capace “ di donare e di ricevere Amore. Non potrà essere una madre “sufficientemente innamorarata” delle figlie e neppure del complicato processo della cura. Non conoscerà l’esperienza della devozione verso il neonato, quel sentimento oceanico di connessione con la fragile creatura che qualcuno paragona all’amore mistico, all’amore assoluto.
Nel dipinto di Raffaello Sanzio, la Madonna Tempi (1508), si vede una giovane madre che stringe a sè quel piccino divino. Lo sguardo perso in una passione erotica d’amore materno, una Madonna avvolta e soprafatta da un sentimento di pura gioia.
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